L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia è una delle più antiche istituzioni musicali del mondo. Fondato ufficialmente nel 1585, si è evoluto nel corso dei secoli da organizzazione di musicisti in gran parte "locali" a moderna accademia e organizzazione di concerti sinfonici di fama internazionale. Unendo un corpo accademico di 100 tra i più illustri esponenti della cultura e della musica con un'orchestra sinfonica e un coro tra i più rinomati a livello internazionale, l'Accademia svolge una formazione musicale professionale e conserva un ricchissimo patrimonio storico, riflettendo così la propria multiforme storia del secolo.

Gustav Mahler (1860-1911) al lavoro alla sua scrivania studiando partiture per due concerti da lui diretti a Roma 1907: 1907 Concerto Roma 25-03-1907 e 1907 Concerto Roma 01-04-1907 - Sinfonia n. 5 - movimento 4 con il Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia

Gustav Mahler (1860-1911) al lavoro alla sua scrivania studiando partiture per due concerti da lui diretti a Roma 1907: 1907 Concerto Roma 25-03-1907 e 1907 Concerto Roma 01-04-1907 - Sinfonia n. 5 - movimento 4 con il Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia

La Congregazione nel primo secolo di esistenza: 1585-1685

Nel maggio del 1585, papa Sisto V pubblicò la bolla “Ratione congruit”, l'atto di fondazione ufficiale della Congregazione dei Musici sotto l'invocazione della Beata Vergine e dei Santi Gregorio e Cecilia (Congregazione dei Musicisti sotto l'invocazione della Beata Vergine, San Gregorio e Santa Cecilia), collegando la Vergine con i due santi patroni della musica per eccellenza. Gregorio Magno è tradizionalmente accreditato per aver istituito il canto ecclesiastico - noto come canto gregoriano - e Cecilia fu la vergine martire del tardo medioevo, gradualmente sostituita a Davide nel ruolo di protettrice della musica. La sua prima sede fu la Chiesa di Santa Maria ad Martires, meglio conosciuta come Pantheon. Successivamente la Congregazione cambiò sei volte sede ecclesiastica, dal Pantheon (1585-1622) a San Paolino alla Colonna (1622-52), a Santa Cecilia in Trastevere (1652-61) a San Nicola dei Cesarini (1661-1663) a la Chiesa della Maddalena (1663-85).

L'associazione era già a buon punto a metà degli anni '1570 del Cinquecento, stimolata da un gruppo di musicisti composto dai più importanti compositori attivi a Roma all'epoca, tra cui notabili come Giovanni Pierluigi da Palestrina, Luca Marenzio, e membri di le famiglie Anerio e Nanino. Nata come associazione di categoria, con finalità sia artistiche che caritative, la Congregazione si trovò ben presto osteggiata dai cantori della Sistina, l'altra importante organizzazione musicale della Roma papale; la discordia continuò fino alla fine del regno pontificio. Il dissenso era così vivo, infatti, da suscitare la Breve del 1624 di papa Urbano VIII, in cui il pontefice cedette ai Ceciliani il controllo della professione, dell'insegnamento e dell'editoria musicale a Roma. Fu revocato due anni dopo su pressione dei Sistini, ma la maggior parte di questi privilegi furono riconfermati con il Breve del 1684 di Papa Innocenzo XI.

Consolidamento del suo ruolo all'interno del pontificato romano: 1685-1830

Infine, nel 1685, la Congregazione stabilì la propria sede a San Carlo ai Catinari, dove la Cappella barocca di Santa Cecilia e il suo annesso oratorio furono teatro di riunioni segrete, assemblee generali e splendide feste musicali fino al 1848. La Congregazione, suddivisa nelle tre categorie professionali di maestro di cappella, strumentista e cantante, si è sottoposto fin dall'inizio a una rigida organizzazione gerarchica. Il capo era il Cardinale protettore (presidente onorario), poi il Cardinale primicerio (presidente effettivo), entrambi alti prelati di curia, che furono seguiti dagli incarichi di guardiano, tesoriere, segretario, consigliere, organizzatore di festeggiamenti, visitatore di carcerati, membri del consiglio di sagrestia e infermieri - tutti eletti dai membri. Alcuni nomi di spicco della Congregazione in questo periodo furono Arcangelo Corelli, Bernardo Pasquini, Alessandro e Domenico Scarlatti, Niccolò Jommelli, Baldassarre Galuppi, Nicola Zingarelli e Pasquale Anfossi.

Un periodo particolarmente splendido si svolse quando il cardinale Pietro Ottoboni fu protettore della Congregazione (1691-1739). Il Breve del 1716 di Papa Innocenzo XI obbligò tutti i musicisti che lavoravano a Roma ad iscriversi come associati di Santa Cecilia. Un altro evento degno di nota fu la nomina nel 1774 della prima donna associata, la compositrice Maria Rosa Coccia.

Verso la fine del secolo, un nuovo Breve pontificio firmato da Pio VI nel 1794 ratificò ancora una volta i privilegi dei soci di Santa Cecilia, che confermarono la loro fedeltà al papato durante una delle epoche più difficili dello Stato Pontificio, interessata com'era da i venti della rivoluzione che soffiano attraverso l'Europa. Il verbale della Congregazione del 17 luglio 1797 è l'ultimo prima di una pausa nella sua attività ufficiale. A parte una breve parentesi documentata tra il 1803-09, non doveva riprendere la regolare attività fino al 1822, con l'avvento della Restaurazione.

Dalla Congregazione alla Pontificia Accademia: 1830-1870

L'elezione nel 1830 di Luigi Rossi alla carica di segretario della Congregazione inaugurò un periodo di grandi cambiamenti, consolidando l'Accademia come istituzione di vera levatura internazionale. Con la decisione di aprire l'adesione a categorie precedentemente escluse (poeti, danzatori, musicologi-filologi, costruttori di strumenti musicali, editori, e anche sovrani e ambasciatori in qualità di mecenati) e grazie alla collaborazione con Gaspare Spontini (che era a Roma tra 1839-40), Rossi avviò una profonda riforma dello Statuto, trasformando la Congregazione prima in Congregazione e Accademia (1838) e poi in Pontificia Accademia. Sono stati iscritti come associati onorari tutti i maggiori esponenti del mondo musicale europeo dell'epoca, tra cui: Cherubini, Morlacchi, Mercadante, Donizetti, Mayr, Rossini, Pacini, Paer, Paganini, Spohr, Auber, Adam, Baillot, Liszt, Cramer, Thalberg, Czerny, Moscheles, Mendelssohn, Berlioz, Thomas, Halévy, Gounod, Meyerbeer; le ballerine Maria Taglioni e Fanny Cerrito; l'attrice Adelaide Ristori; e librettisti Jacopo Ferretti e Carlo Pepoli. Tra i sovrani c'erano la regina Vittoria d'Inghilterra e il suo consorte, Alberto; Guglielmo IV di Prussia e sua moglie, Elisabetta Luigia, e i governanti di Napoli, Ferdinando II e sua moglie, Maria Teresa Isabella d'Austria.

Insieme a tutte queste innovazioni, l'Accademia continuò ad affrontare i soliti problemi: rivalità con i cantori pontifici (guidati da Baini) e dal 1824, con l'Accademia Filarmonica Romana; la continua ricerca di una casa (dopo la parentesi rivoluzionaria del '48 che vide i Santa Ceciliani schierarsi per la prima volta con le forze anti-pontificie) che fu stabilita a Palazzo Camerale in via di Ripetta nel 1853. Ma alcuni problemi di vecchia data erano trovarsi di fronte a uno spirito nuovo: l'istruzione musicale, ad esempio, gettando le basi per l'istituzione di una scuola di musica; o l'assistenza ai soci, per i quali è stata costituita presso la Cassa di Risparmio di Roma un'Istituto di Beneficenze (poi Cassa di mutuo soccorso o “fondo mutuo soccorso”).

Il nuovo ruolo della Regia Accademia di Santa Cecilia: 1870-1945

A partire dall'Unità d'Italia, nuove e diverse peregrinazioni attendevano la Regia Accademia di Santa Cecilia. È proseguita la ricerca di un luogo adatto per la fiorente attività concertistica incentrata sui repertori sinfonici, cameristici e corali iniziati nel 1895 con la fondazione di un coro e un'orchestra stabili e l'inizio di regolari stagioni concertistiche che si sono protratte fino ai giorni nostri. E sebbene i suoi uffici, inizialmente ospitati nel “Ferro di cavallo” di Via di Ripetta insieme a quelli dell'Accademia Filarmonica Romana e di altre istituzioni, trovassero presto una dimora definitiva all'interno dell'ex Convento delle Orsoline in via Vittoria, i concerti stessi sarebbero stati trasferiti dalla Sala Accademica (1895-1908) all'Augusteo (1908-1936) al Teatro Adriano (1936-46).

L'Accademia attraversa in pochi anni altri, profondi cambiamenti, spinti dal sostegno del governo sabaudo e dalla presidenza 1895-1949 di Enrico di San Martino, figura di spicco della scena nazionale e internazionale e della politica culturale dalla fine dal XIX alla prima metà del XX secolo. La Scuola di musica Santa Cecilia (divenuta Conservatorio), la Biblioteca, i corsi di perfezionamento, la Scuola di recitazione Regia “Eleonora Duse” (divenuta Accademia Nazionale d'Arte Drammatica “Silvio D'Amico”), e la Sotto la sua guida nasce la Scuola Nazionale (poi Centro Sperimentale di Cinematografia), grazie ad una sorta di mandato per le arti dello spettacolo ottenuto dal governo a livello nazionale. Con lo sviluppo e il consolidamento di stagioni concertistiche con formazioni artistiche stabili e un gran numero di iscritti, l'Accademia finì per assumere un aspetto unico per il suo genere, che conserva ancora oggi anche dopo aver tagliato i legami con molti degli enti e delle scuole che furono fondate insieme. con esso.

L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella seconda metà del Novecento

Dopo la seconda guerra mondiale, l'Accademia - ormai Nazionale - inizia un nuovo periodo, caratterizzato da un cambiamento ai vertici: al Conte di San Martino (morto nel 1947) succedono Ildebrando Pizzetti, Alessandro Bustini, Renzo Silvestri, Guido Guerrini, Renato Fasano, Mario Zafred, Francesco Siciliani, Bruno Cagli, Luciano Berio, Bruno Cagli e Michele dall'Ongaro. Un luogo per i concerti - il problema dominante - fu provvisoriamente istituito al Teatro Argentina (1946-58), mentre l'Accademia attendeva l'esito di un concorso di architettura (1952-54) che avrebbe dovuto risolvere questo dilemma ricorrente. Quando il concorso fallì, l'Auditorio Pio di Via della Concilazione divenne per la stagione 1958-59 sala degli ospiti, e così rimase fino alla fine del secolo. Nel 1967 la Legge 800 istituisce la Gestione Autonoma dei Concerti dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ente pubblico incaricato di organizzare e gestire le stagioni concertistiche, riconoscendo anche la particolare posizione dell'Accademia nella divulgazione e diffusione della cultura musicale in tutte le sue forme (concerti, convegni, pubblicazioni, custodia del patrimonio storico e istruzione musicale superiore). L'Accademia e la Gestione Autonoma sono presiedute dallo stesso Presidente (che è anche sovrintendente e direttore artistico), eletto dagli accademici tra le proprie fila.

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