• Anche Levico Terme, Levego, Löweneck, Leve.
  • Anno 1909.

Levico Terme è un comune (comune) in Trentino nella regione italiana settentrionale Trentino-Alto Adige / Südtirol, situata a circa 15 chilometri (9 miglia) a sud-est di Trento.

Levico Terme si trova nel punto più alto del fondovalle della Valsugana, a 520 metri sul livello del mare, a 1,710 chilometri da Trento ea circa 22 chilometri da Padova, sulle rive del Rio Ruscello Maggiore, che è un affluente del Lago di Levico, da cui ha origine il fiume Brenta.

La città è dominata dalle montagne della catena del Lagorai a nord, con il Monte Fronte, quota 1,582 metri (5,190 piedi), e il Monte Panarotta (2,002 metri (6,568 piedi)), e la zona degli Altipiani (Vezzena, Lavarone, Luserna, Folgaria) a sud, dove si trovano Cima Vezzena, chiamata anche localmente Pizzo di Levico 1,908 metri (6,260 piedi), con il suo caratteristico forte austro-ungarico sulla sua sommità, e Cima Pegolara.

Ad ovest si scorge la catena della Vigolana oltre i laghi di Levico e Caldonazzo, ad est la vallata si apre notevolmente e la vista spazia oltre Borgo Valsugana.

Comune di Levico.

L'area urbanizzata è prevalentemente a fondovalle, con il centro urbano principale adagiato sulla sponda sinistra del fiume Brenta insieme alle frazioni di Selva e Campiello, mentre a destra del fiume si trovano le 'frazioni' di Barco, Santa Giuliana e Quaere. Altre frazioni non si trovano nel fondovalle, sebbene la loro popolazione sia bassa e spesso legata ad attività stagionali come il turismo (Vetriolo Terme, 1,500 metri) o attività di montagna come il disboscamento, il pascolo e la ricreazione (Passo Vezzena, 4,900 metri (1,402 piedi)).

Il comune di Levico Terme è tradizionalmente suddiviso in sei rioni (quartieri): Chiesa (nord-ovest), Furo (nord-est), Grande (sud-ovest) e Cortina (sud-est) nel principale centro urbano, Oltrebrenta che comprende tutte le frazioni sulla riva destra del Brenta (Barco, Santa Giuliana, Quaere) e Selva comprendenti l'omonimo borgo e Campiello.

Ad ovest della città, sopra il Lago di Levico, si trova il Forte Col De Le Bene, un forte austro-ungarico, noto anche come Forte San Biagio, dal nome del colle su cui è costruito. Nel 1779, attraverso un trattato tra l'Austria e il Vescovado di Trento, la giurisdizione di Levico passò alla Casa d'Asburgo.

Napoleone I, diretto alla battaglia di Bassano nel settembre 1796, dopo aver raggiunto Trento passò per la Valsugana, incontrando a Levico una leggera resistenza austriaca, che fu poi definita da Napoleon loco ameno et hospitale (paese caratteristico e ospitale).

Successivamente Levico seguirà il resto del Trentino nella sua annessione all'Austria, dopo l'abolizione del Vescovado come entità politica nel 1803. La Terza Guerra d'Indipendenza italiana vide una battaglia tra le truppe austriache e italiane, durante l'avanzata di quest'ultima verso Trento, combatté in città nella notte tra il 23 e il 24 luglio 1866. Nel 1894 Levico fu elevata al rango di città (Stadtgemeinde), con Decreto Imperiale-Reale, sotto Francesco Giuseppe I d'Austria, e nel 1896 fu raggiunta dal Ferrovia della Valsugana.

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